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 Convegno Archeologico: "Archeologia nella valle del Magazzolo e nei monti Sicani".  Sono circa 400 i siti archeologici individuati in provincia di Agrigento, dalle colline sino al litorale, venuti fuori in questi anni da una accurata ricognizione del territorio ad opera di varie èquipe di giovani studenti delle università siciliane e da un gruppo di universitari che fa capo ad un progetto della Gerda Henkel dell’università tedesca di Gottingen. I dati e le località sono state presentate venerdì sera ad una attenta platea nel complesso di Santa Chiara di Bivona durante un convegno regionale che, promosso dall’amministrazione comunale e dalla Sovrintendenza ai BB.CC. AA. di Agrigento, ha avuto per tema “Archeologia nella Valle del Magazzolo: ricerca tutela e valorizzazione” e ha portato nel centro montano agrigentino una dozzina di studiosi, ricercatori, archeologici siciliani e tedeschi.

 

Circa 200 siti, individuati con ricerche di superficie grazie alla utilizzazione di variegate strumentazioni scientifiche come gps e radar, sono stati localizzati dall’equipe tedesca diretta dal prof. Johannes Bergemann, in tre anni di intensa attività di ricerca tra i Monti Sicani e il litorale agrigentinim, nei territori di Cianciana, Alessandria della Rocca, Bivona, Santo Stefano Quisquina e Ribera dove sono stati recuperati migliaia di reperti archeologici che vanno dall’epoca della preistoria sino all’età medievale e sono state redatte altrettante schede di rilevazione per gli studi.

Un altro paio di centinaia di siti, di grande interesse archeologico e storico, sono venuti alla luce sull’altro versante della provincia agrigentina, attorno a Monte Sant’Angelo e alla foce del fiume Salso a Licata, a Monte Sole, alla località Cignana al confine dei territori di Naro e Palma di Montechiaro dove sono stati raccolti materiali ceramicoli, fotografati, schedati e inviati alla Soprintendenza di Agrigento che aveva segnalato le località ai ricercatori.

Un appello è stato lanciato ai massimi dirigenti della Soprintendenza agrigentina dal professore tedesco. “Ora la proposta che facciamo è quello di dare vita a partire dalla prossima estate – ha detto il prof. Bergemann – a delle campagne di scavo organico in quelle località ritenuti i siti di interesse archeologico e storico più interessanti. Oggi c’è davvero l’imbarazzo della scelta da dove cominciare. L’unico problema potrà essere rappresentato dalle somme di denaro necessarie per dare vita agli scavi. I privati e gli enti potrebbero dare una mano, quando lo Stato non ha i soldi necessari. La nostra ricerca sui Monti Sicani e nella valle del Magazzolo è stata finanziata dalla tedesca Henkel”. Questi i docenti, gli studiosi, gli archeologici e gli amministratori intervenuti: Pietro Meli, Tommaso Guagliardo, Salvatore Marrone, Giovanni Panepinto, Johannes Bergemann, Mattia Lang, Oscar Belvedere, Aurelio Burgio, Alessio Toscano Raffa, Alessio Gioacchino La Torre, Roberto Gofferdo, Domenico Cocchiara e Maria Concetta Parello.
 
Quotidiano LA SICILIA del 27/11/2011
Enzo Minio

 

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Foto di alcuni reperti ritrovati:

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Foto di lavoro:

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