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La depressione economica ebbe però un rapido epilogo, allorquando incominciò a profilarsi una consistente ripresa grazie all'avvento dell'industria estrattiva.

Nell’anno 1839 erano presenti a Cianciana ben nove miniere, denominate: Falconera (in c.da Falconera), Cappadona (in c.da Falconera), Tamburello (in c.da Raddoli), Polizzi (in c.da Raddoli), Guida (in c.da Raddoli), Mormino (in c.da Raddoli), Savarini (in c.da Raddoli), Balate (in c.da Balate del territorio di Bivona), Ciniè (in c.da Ciniè del territorio di Alessandria della Rocca).

 

Gli inglesi, presenti a Cianciana già nell’anno 1839, aprirono una succursale della loro compagnia “Morrison Seager & Co.”, proprietari della miniera Falconera sita in c.da Falconera, a nord del centro urbano, ma non avendo essi il controllo diretto della miniera, questa era in totale abbandono.

 

Non era, tra l'altro, possibile un suo sfruttamento razionale a causa anche della difficoltà dei trasporti che si effettuavano a dorso di mulo verso Porto Empedocle solamente nella stagione buona.

 

Le cose cambiarono allorquando un intraprendente imprenditore di Casteltermini, Vincenzo Di Giovanni, immigrato nel 1843, rilevò dalla ditta inglese la miniera, collocata ad est, cioè nella zona dei giacimenti più ricchi (Falconera), dando vita ad una autentica esplosione di medio e piccolo imprenditorialismo.

 

Altre ditte sorsero, talvolta tanto piccole da avere solo due minatori.

 

Le zone di sfruttamento dei giacimenti erano essenzialmente due: quella a nord-est, la più ricca, coi nomi di "Grotticelli" e "Falconera"; quella a nord-ovest, più povera, con le miniere di "Passo di Sciacca" e "Savarini".

 

Ma lo sfruttamento irrazionale (molto spesso le miniere erano date in affitto per nove anni, per cui gli affittuari non miglioravano i processi estrattivi, ma miravano all'utile immediato) non permise una reale evoluzione di tale industria, rimasta allo stadio rudimentale.

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Articolo tratto dal libro: "Sant'Antonino di Cianciana.  Storia di una città di nuova fondazione", Anno 2007, scritto dall'Arch. Paolo Sanzeri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Breve descrizione dell'opera: Il libro si occupa di descrivere Cianciana fin dalle sue origini, Che non coincidono con la data ufficiale di fondazione, ma inizia dall'età del bronzo fino ai primi del '900. Inoltre il libro Tratta dell'archeologia dell'architettura, dell'urbanistica, dell'arte, dell'ambiente e di altri temi inerenti il territorio comunale, in particolare del fiume Platani e della ex Rete Ferroviaria.

Il libro è disponibile presso il bookshop del Museo Civico.