Cianciana-Inghilterra: un legame ultrasecolare.

Sample Image Meno di quattromila anime abbarbicate a 390 metri sul l/m, nella media Valle del Platani, ed equidistanti dallo splendido mare di Eraclea Minoa e dai Monti della Quisquina e di Cammarata.

   

    E’ Cianciana, cittadina in provincia di Agrigento, che sta vivendo un suo “risorgimento” grazie soprattutto agli Inglesi che l’hanno riscoperta 160 anni dopo. In pratica il cordone ombelicale che lega il paese di Alessio Di Giovanni  ai sudditi di Sua Maestà britannica  non s’è mai rescisso.

   Aveva iniziato attorno al 1840 la Compagnia Morrison Seager & Co, che vi aveva attivato una miniera di zolfo, dando vita all’estrazione del biondo minerale che per più d’un secolo avrebbe caratterizzato l’economia valplatanese. Lo zolfo e il gesso ciancianesi hanno una peculiarità che li rendono unici: i loro cristalli sono esagonali anziché pentagonali. Esemplari dei minerali si trovano nei più prestigiosi musei di scienze naturali del mondo (Londra, Washington, Milano etc).

   Chiusa l’esaltante e tragica epopea dello zolfo, Cianciana ha lentamente ma inesorabilmente svuotato le sue case ed oggi la sua popolazione ha perso più di 4200 abitanti rispetto a cinquant’anni fa.

   Subito dopo la seconda guerra mondiale, una delle mete “preferite” dei Ciancianesi, disoccupati e desiderosi di rifarsi un’esistenza dignitosa, fu proprio la terra di Albione, dove a tutt’oggi si sono diretti a migliaia, concentrandosi soprattutto ad Hoddesdon (più di 2700), dove il 13 giugno di ogni anno festeggiano S. Antonio di Padova, patrono della città d’origine.

   Cianciana è una cittadina culturalmente effervescente: vi si presentano non meno di dieci libri l’anno, vi si organizzano mostre e convegni, Radio Emmaus trasmette da oltre trent’anni, “La Voce di Cianciana” raggiunge gli emigrati, i “Quaderni digiovannei” sono una realtà e molti coltivano le lettere, la musica, la ricerca storica ed etnoantropologica, la pittura e la scultura.

   Ricco il suo patrimonio folkloristico sia di stampo religioso (es.: le Tavolate di San Giuseppe, la drammatizzazione della Settimana santa) che laico (es.:L’estate ciancianese, vasta rassegna di sport, cultura e spettacoli; la Sagra del raccolto, unica nel suo genere e che si svolge nella notte tra il 31 luglio e il 1° d’agosto; l’incredibile Sagra della pecora bollita); pressoché incontaminato l’ambiente naturale con la splendida Valle del Platani, dove sono state censite 173 specie di uccelli, il Bosco di Monte Cavallo, le vecchie miniere, le Maccalube, le necropoli.

   A Cianciana esiste una postazione del 118, una pista di elisoccorso, una sezione dei VV.FF, un’Università della Terza Età e vi operano numerose associazioni ; il paese non ha mai sofferto la sete.

     Da qualche tempo a questa parte il flusso verso l’Inghiltera sembra avere invertito la rotta e sono adesso gli inglesi (20 famiglie, alcune delle quali vi abitano stabilmente) e qualche americano, belga e svedese che hanno riscoperto Cianciana e vi comprano casa. Perché, cosa è successo?

   Verrebbe da rispondere: Cianciana è musica, poesia. E lo è, se si considera il ricco patrimonio artistico-culturale (i poeti Alessio Di Giovanni, Salvatore Mamo, Pasquale Alba, lo scrittore Rino Cammilleri, i pittori M. Abella e A. Arcuri, lo scultore V. Chiazza etc). Ma andiamo con ordine. Tutto cominciò quando Dave Justice, ospite estivo di alcuni emigrati in ferie, capitò in paese. Fu colpo di fulmine; Dave rimase affascinato dall’ambiente naturale, dalla solarità degli abitanti, che amano trascorrere il loro tempo libero nell’agorà, e decise che era un posto così tranquillo ed ospitale da potervi tranquillamente dimorare. A Dave, che adesso si esprime perfettamente in dialetto, ne seguirono altri, incuriositi da quanto leggevano sulla sua rubrica A English aboard (Un Inglese all’estero) nel locale “La Voce”. L’esperienza ha interessato nientemeno che la BBC, che vi ha dedicato una trasmissione. Internet e le agenzie immobiliari hanno fatto il resto.

   Un’altra ambasciatrice della vita ciancianese è stata una popolare attrice di soapopera britannica, che vi ha trascorso un periodo di ferie, indisturbata.

   Perché proprio la cittadina sicana? Intanto la tranquillità del posto, l’indole degli abitanti, la consapevolezza di non essere aggrediti, scippati, malmenati, il clima – tiepido anche d’inverno, anzi caldo per chi è abituato ad altre temperature -, i prodotti genuini, il calore e l’ospitalità della gente traducibile nell’epopea del vicinato per cui il forestiero viene preso per mano ed aiutato ad inserirsi. Aggiungiamo che nel cambio euro-sterlina gli inglesi ci guadagnano: compare casa conviene e far spesa ancor più.

   Da questo punto di vista Cianciana dovrebbe allettare anche molti pensionati italiani delle grandi città, soprattutto del Nord, dove sbarcare il lunario è diventato un’impresa.

   E’ chiaro che bisogna coinvolgere i nuovi cittadini in manifestazioni pensate anche per loro, che partecipano volentieri a quanto proposto. L’Università della Terza Età, per esempio, ha organizzato dei corsi d’Italiano per stranieri, corsi d’inglese con insegnante di madre lingua; è stato presentato il libro Un paese anormale di Jeff Andrews, commentatore politico di Sky britannica, con la presenza dell’Autore.

   Molto resta ancora da fare (tra breve sarà inaugurato il Museo etno-antropologico), ma forse siamo sulla buona strada e se gli Enti preposti dessero una mano sistemando la viabilità molte cose andrebbero a posto da sole.

                                                             Eugenio Giannone

(In: Agrigentini a Roma e ovunque, anno XII,n° 1, (Roma, giugno 2008)