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 18/04/10:  “Quanto dichiarato dai dirigenti del Canicattì calcio ci ha amareggiati non poco, visti gli ottimi rapporti che da sempre sono stati improntati ad amicizia e rispetto reciproco”. Queste le parole del presidente del Cianciana, Nello Paturzo, all’indomani delle dichiarazioni del presidente canicattinese Antonio Avarello, rilasciate a ridosso della pesante sconfitta inflitta ai biancorossi dalla compagine montana.

 Giuseppe Croce

Sulla vicenda è voluto intervenire anche il diretto interessato. “Non cerco la polemica – ha detto il ds Giuseppe Croce – ma penso si stata calcata un po’ la mano nel raccontare i fatti: mi sono acceso, anche perché per 11 volte consecutive la Lega ci ha inviato arbitri alle prime armi, e ho contestato una decisione dell’ufficiale di gara, ma con l’arbitro siamo anche andati al bar al termine e, pur mantenendo la mia opinione, mi sono scusato per il trasporto.

Tanti dirigenti di altrettante squadre mi hanno chiamato esprimendomi solidarietà perché sanno che sono una persona rispettosa e pacifica che non ha mai avuto di questi problemi”, ha concluso Croce. In relazione alle lamentele dei canicattinesi, sfociate in un ricorso già respinto dagli organi di giustizia sportiva, secondo cui l’arbitro sarebbe stato colpito con violenza sospendendo la gara per 10 minuti, Paturzo ha affermato: “Il Cianciana calcio ha sempre improntato il comportamento di ciascun componente all’osservanza di un serio codice etico: da ciò è derivato un attegiamento di modestia in caso di vittoria e di dignità in caso contrario.

La gara col Canicattì è stata in verità corretta, anche sugli spalti: l’unico dato negativo, e da noi abbondantemente stigmatizzato, riguarda la contestazione per la concessione di un rigore non visto da nessuno e di un nostro dirigente che, in presenza delle forze dell’ordine, ha protestato più vibratamente senza che l’arbitro però subisse alcun danno. Altre ricostruzioni sono fuorvianti”, ha concluso Paturzo.