Provincia di Agrigento, giunte illegittime in 14 comuni.

   19/03/2012: Deve esserci almeno una presenza femminile nelle amministrazioni che governano i comuni siciliani. I comuni della provincia cheviolano la normativa, in materia di composizione degli organi, sono: Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Ravanusa, Santa Margherita Belice, Cammarata, Sambuca di Sicilia, Bivona, Cianciana, Montevago, Castrofilippo, Montallegro, Villafranca Sicula, Ribera e Calamonaci.

 La legge regionale n. 6 /2011 parla chiaro. La normativa, entrata in vigore il 1°gennaio 2012, impone di attingere anche al sapere femminile nella gestione degli enti locali in Sicilia. Una norma di buon senso ampiamente violata in provincia di Agrigento.

Infatti sono almeno 14 i comuni retti da amministrazioni “maschiliste” chiaramente illegittime. A Ribera il sindaco Carmelo Pace è circondato da soli uomini nell’amministrazione della città.

L’anno scorso, precedendo il legislatore regionale, abbiamo promosso una interrogazione chiedendo il rispetto dello statuto comunale che prevede, tra le finalità da perseguire, di “operare affinché si realizzino condizioni di pari opportunità tra uomini e donne”.

Una richiesta tesa a porre rimedio ad una situazione già pesante per il fatto che il Consiglio annovera una sola presenza femminile su venti componenti il consesso.

Gli altri comuni della provincia che, in base alle informazioni ricavabili dai loro siti internet, violano la normativa, in materia di composizione degli organi, sono: Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Ravanusa, Santa Margherita Belice, Cammarata, Sambuca di Sicilia, Bivona, Cianciana, Montevago, Castrofilippo, Montallegro, Villafranca Sicula e Calamonaci. Dai siti del Comune di Lampedusa e Linosa e Camastra non è stato possibile ricavare le informazioni sulla composizione delle giunte.

Le violazioni di legge sono tali da richiedere l’immediato annullamento delle giunte illegittime. Per tale motivo segnaleremo immediatamente la vicenda al Prefetto di Agrigento e all’Assessorato regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica chiedendo il loro intervento.

Associazione “S.O.S. Democrazia”