Libro Sant\'Antonino

La Chiesa di Roma aveva patrimoni in Italia, in Dalmazia, nelle Gallie, in Corsica, in Africa e infine, anche più estesi che altrove, in Sicilia. In Sicilia il patrimonio veniva distinto a più riprese, dopo l’amministrazione del suddiacono Pietro, in patrimonio siracusano e palermitano.

Il Registrum epistularum di Gregorio Magno è la raccolta delle lettere gregoriane che ci permette di cogliere il grande Pontefice nel vivo della sua azione di pastore di anime, di uomo di governo, di grande scrittore.

  Fra le tante strade di Sicilia descritta nell’Itinerarium Antonini, ve ne era una lunga 175 miglia, che collegava Agrigento a Lilibeo, dopo avere toccato Palermo.
 
Nel primo tratto, lungo appena 85 miglia, si incontravano le stazioni di: Pitiniana a nove miglia da Agrigento; Comitiana dopo altre ventiquattro miglia; Petrina a quattro miglia dalla precedente; Pirana equidistante ventiquattro miglia da Petrina che da Palermo.

   Dalle prospezioni superficiali nel territorio si è individuato il posto ove era, ed è tutt’ora, ubicata la massa Cinciana.
La zona viene denominata “Ciancianìa”, ed è ubicata nei pressi dell’attuale cimitero comunale. In quest’area, circa 40 anni fa, sono stati rinvenuti una cisterna, una colonna alta circa un metro e forse di stile ionico e vari cocci e resti diversi, che sono stati di nuovo sotterrati.

   La tradizione storiografica vuole che la "Massa o Villa Cinciana" fosse di proprietà del patrizio romano Lucio Cincio Alimento. Dalla denominazione originaria di  venne il nome del casale di Chincana, Chincave o Chancana; toponimo nato dopo la “Massa” o “Villa” o che il casale non sia la stessa Massa ingrandita di case e di abitanti, in seguito posseduta dalla Magna Regia Curia, con quella di Milano e di Ravenna, di tanta parte dei territori posseduti dai patrizi romani.