Nel segno indelebile di Peppino e Felicia Impastato, dal ...

11/05/11: Anteprima  A «Casa Nostra» per ricordare Impastato. Tre giorni di forum per la legalità nell'immobile in cui il boss mafioso Tano Badalamenti teneva summit e feste.

 Anteprima

PALERMO - Nel segno indelebile di Peppino e Felicia Impastato, dal 6 al 9 maggio a Cinisi la casa simbolo della mafia negli anni Settanta, dove Tano Badalamenti teneva summit e feste, si è riempita di musica, parole, teatro e pensieri di resistenza, in occasione del decimo Forum sociale antimafia «Peppino e Felicia Impastato». Quest’anno per commemorare il 33esimo anniversario dall’uccisione di Peppino, l’associazione Impastato insieme a Radio Aut ha scelto di utilizzare la palazzina a 3 piani dell’allora padrino della Cupola per una 4 giorni di incontri, dibattiti e performance.

 

L’ex casa Badalamenti sequestrata per volere dei giudici Falcone e Borsellino nel 1985 è stata consegnata al Centro Peppino Impastato poco più di un anno fa e ben presto si trasformerà nella biblioteca comunale del paese. Nel frattempo i giovani organizzatori del Forum l’hanno ribattezzata Casa Nostra e hanno aperto le porte al ricordo di Peppino e Felicia. La manifestazione ha preso il via venerdì 6 maggio con un workshop sull’informazione militante e l’inaugurazione del network Radio Aut con giornalisti illustri come Enrico Bellavia, Pino Maniaci e Rino Giacalone.

Nel pomeriggio è stata inaugurata una mostra d’arte dal titolo «La mafia uccide il silenzio pure» di Gaetano Porcasi con opere dedicate a giornalisti uccisi dalle mafie e sabato mattina il grande salone ha accolto un dibattito sul tema dell’antimafia ed un incontro in memoria di Vittorio Arrigoni con l’intervento di Mila Pernice, rappresentante del Forum Palestina Freedom Flotilla. Il tema dell’energia nucleare e dell’acqua pubblica sono stati protagonisti di domenica 8, tra confronti, una performance di danza del gruppo Qui Quo Acqua a favore dell’acqua pubblica, un recital di poesia e lo spettacolo teatrale Cianciana successo della giovane compagnia Esiba Teatro, liberamente ispirato al romanzo- inchiesta Terra di rapina di Giuliana Saladino e capace di raccontare la rabbia e l’impotenza delle lotte contadine in Sicilia negli anni 50 e la ricerca di un cambiamento svanita nell’illegalità. Lunedì 9 maggio, durante la giornata conclusiva dell’evento, oltre che un dibattito dal titolo “ Da Cinisi a Genova, cosa resta dell’eredità di Peppino”, come di tradizione nel pomeriggio è partito un lungo corteo dalla sede di Radio Aut, storica emittente dalla quale Peppino parlava ad una Cinisi cieca, sorda e muta, che oggi grazie all’entusiasmo dei giovani del Forum sociale antimafia e del Centro Peppino Impastato può finalmente alzare la testa e guardare cento passi oltre.

 

Corriere della Sera