05/05/17: Il compositore Antonio Dubois ha composto un brano musicale con il contributo di un giovane di origine agrigentina, sul tema delle zolfare e dei “carusi” che vi lavoravano in condizioni di sfruttamento.

Il brano è stato eseguito in pubblico per la prima volta lo scorso 12 agosto a Cianciana dinnanzi l’Amministrazione Comunale, che ha insignito l’artista di una targa al merito.

Nella composizione – afferma Antonio Dubois – mi sono ispirato al dipinto intitolato “Carnàla”, realizzato dal ciancianese Dino Vaccaro e ai versi del poeta e drammaturgo Alessio Di Giovanni: “Carnàla” è infatti espressione coniata dal Di Giovanni in “Voci del Feudo” (1936) per dire “carnaio di piccoli morti viventi”, come si presentavano a lui, figlio di possidenti minerari della zona, questi ragazzini dati a prestito per anni di “lavori forzati“. 

Il brano è accompagnato anche da un video che potete trovare al seguente link Anteprima

"Il brano nasce da un incontro "vero", e parla di un incontro "immaginario": l'incontro vero è quello di Dubois con il quadro di Dino Vaccaro intitolato "Carnàla"; l'incontro immaginario è quello in sogno fra un bambino contemporaneo ed un suo coetaneo dei primi del Novecento, piccolo minatore delle zolfare siciliane descritte da Dino Vaccaro.

Il quadro è una sintesi drammatica della storia di questi mini-schiavi, venduti per poche lire dalle loro famiglie a cavatori di zolfo adulti (i cosiddetti "picconieri"), che ne diventavano in tutto padroni fino al riscatto, anche dopo 8-10 anni di sfruttamento, della cifra pagata ai genitori ("soccorso morto").

Questa prassi si ritrova anche in un dipinto di Guttuso, nelle pagine di Pirandello e Verga, in un film di Aurelio Grimaldi ('La discesa di Aclà a Floristella') e soprattutto nei versi di Alessio Di Giovanni, poeta nativo di Cianciana (AG) e figlio di un proprietario di miniere: è sua l'espressione "carnàla", come "carnaio di piccoli morti viventi".

L'attualità sembra confermare, in declinazioni geo-economiche diverse ma non meno drammatiche, il perdurare del fenomeno: piccoli schiavi a cavare minerali preziosi, a tessere tappeti, a cucire maglie e borsette, ad imbracciare fucili più grandi di loro... E polverose Dichiarazioni Universali sui Diritti del Fanciullo, per l'ipocrita coscienza degli adulti."