Repubblica — 16 luglio 2002   pagina 21   sezione: CRONACA

PALERMO - Il procuratore Pietro Grasso (nella foto) l' ha definita «un' operazione storica», perché in un sol colpo, proprio durante un summit in una villetta di Santa Margherita Belice, ieri la polizia ha arrestato 15 boss riunitisi per eleggere il nuovo capomafia di Agrigento. Mafiosi, ma anche professionisti e politici, visto che a brindare a pasticcini e a champagne alla «elezione» di Maurizio Di Gati, 36 anni, di Racalmuto, c' era anche un consigliere provinciale di Forza Italia, Giuseppe Nobile. Non proprio insospettabile visto che è genero di un padrino di Favara e che era già stato arrestato l' anno scorso per mafia. Ma Forza Italia lo aveva candidato ugualmente alla Provincia di Agrigento e, da primo dei non eletti, da qualche tempo era subentrato in Consiglio. Di lui un pentito ha detto: «E' uomo d' onore, non spara, ma un medico è sempre utile all' organizzazione». Ieri, in attesa delle decisioni del prefetto, Forza Italia lo ha sospeso. Un' operazione, quella di domenica, che ha decapitato l' intero vertice della mafia di Agrigento. Gli investigatori delle squadre mobili di Agrigento e di Palermo, guidate da Attilio Brucato e Guido Marino, hanno una grande quantità di materiale, filmati, registrazioni telefoniche ed ambientali, carte che hanno svelato l' organigramma mafioso della città della Valle dei Templi e tutti i rapporti tra i boss e gli ambienti politici ed imprenditoriali. I boss si erano già riuniti il 16 giugno in un casolare di Cianciana, la polizia preferì non intervenire. E così li hanno continuati a pedinare e intercettare. Si parlava di tutto, di politica, di Cosa nostra non disdegnando commenti critici anche su alcuni capi mafia. «Quello, con quei tre telefonini che si porta sempre appresso si annaca (si atteggia ndr) molto, non può mai diventare un loro capo». Nella villetta sono stati sequestrati anche 16 mila euro in contanti, ma nessuno degli arrestati ne ha rivendicato la paternità. - ALESSANDRA ZINITI