Emigrante ucciso a pistolettate dopo una lite per un panino.

Fermato con l'accusa di omicidio un giovane di 28 anni. Il delitto è avvenuto a Cianciana, in provincia di Agrigento.

AGRIGENTO - Ucciso per un panino. Un banale litigio è costato la vita a un uomo di 50 anni, Antonio Traina, morto per un colpo di pistola al petto sparato da Angelo Piazza, 28 anni. Un delitto assurdo avvenuto ieri pomeriggio a Cianciana, un centro montano della provincia di Agrigento per un diverbio nato davanti a un fast food ambulante per una questione di "precedenza" nell'ordinazione di un panino, sfociato poi in una sorta di regolamento di conti familiare.

I due erano stati protagonisti di un tentativo di "chiarimento", dopo la lite avvenuta il giorno prima tra il figlio di Traina e un fratello di Piazza per un panino "conteso". Ma la discussione, lungi dal placare gli animi, sarebbe ben presto degenerata fino a sfociare nell'omicidio. Teatro dell'agguato il Corso Cinquemani Arcuri, alla periferia del paese, nei pressi della villa comunale. I testimoni hanno riferito di avere visto arrivare Piazza a bordo della sua Y10 rossa, poco prima che si udisse uno sparo.

Il presunto assassino per tutta la notte ha cercato disperatamente di negare: poi, di fronte alle domande incalzanti del magistrato e alle testimonianze raccolte dai carabinieri, è crollato:"E' vero, sono stato io. L'ho ucciso dopo quel maledetto litigio". Il pm della procura di Sciacca Giovanni De Renzis, che coordina l'inchiesta, a conclusione dell'interrogatorio ha disposto il fermo di Angelo Piazza con l'accusa di omicidio. Il giovane avrebbe sostanzialmente confermato al magistrato la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Cammarata, che hanno condotto le indagini sul delitto.
 

Antonio Traina, sposato e con tre figli, era tornato nel suo paese d'origine dal Belgio, dove lavorava come operaio in una fabbrica, per trascorrere le vacanze estive, così come Angelo Piazza, dipendente della Telecom a Milano. La vittima è stata raggiunta da un solo proiettile, che gli ha perforato il polmone. Il presunto assassino ha detto di avere gettato l'arma nelle campagne vicino il paese; gli investigatori la stanno ancora cercando, anche se non escludono che Piazza - che al momento è l'unico indagato - possa essere stato aiutato da qualcuno.

La Repubblica (20 agosto 2005)