Delitti di mafia nell’Agrigentino: 5 condanne e 3 assoluzioni.

   Si è concluso con 5 condanne e 3 assoluzioni il processo, celebrato con il rito abbreviato dinanzi al Gup del Tribunale di Palermo Vittorio Anania, contro alcuni esponenti storici di Cosa Nostra agrigentina ritenuti a vario titolo responsabili di 11 omicidi di mafia perpetrati negli anni ’80 e  ’90.

Il giudice ha inflitto il carcere a vita a Salvatore Fragapane, 54 anni, di Santa Elisabetta;  30 anni di reclusione sono stati inflitti a Calogero Salvatore Castronovo, 61 anni, di Agrigento, a  Joseph Focoso, 43 anni, di Realmonte, a Giovanni Pollari, 61 anni, di Cianciana; 8 anni di carcere a Luigi Putrone, 49 anni, di Porto Empedocle, collaboratore di giustizia. Assolti Giuseppe Fanara, 54 anni, di Santa Elisabetta, Mario Capizzi, 40 anni, di Ribera, e Giuseppe Renna, 45 anni, di Siculiana. Inoltre, il giudice ha disposto il non doversi procedere per estinzione del reato dovuta a prescrizione nei confronti di Giulio Albanese, di Porto Empedocle, anche lui collaboratore di giustizia, accusato di tentato omicidio.  I delitti contestati dalla Direzione distrettuale antimafia erano quelli di Giovanni Panarisi e Giuseppe Randisi (27 gennaio 1981), Filippo Panarisi (14 dicembre 1986),  Vincenzo Sambito (8 febbraio 1990),  Amedeo Gentile (9 gennaio 1991), Giuseppe Barba (3 ottobre 1991),  Luigi Collura (23 ottobre 1991), Gaetano Russello (9 luglio 1992),  Ignazio Panepinto (30 maggio 1994) Salvatore Greco (3 ottobre 1995) e  Giuseppe Mallia (24 ottobre 1993).

13 novembre 2011,

 

 

Si riporta l'articolo del Giornale di Sicilia del 23/08/2010.

E' braccio di ferro a distanza tra il Comune di Cianciana e l'avvocato ciancianese Salvatore Re, (che è solo omonimo del principe del foro di origine favarese con studio nella Via Atenea di Agrigento) che ha presentato querela alla Procura della Repubblica di Sciacca, sulla titolarità di un immobile sito in via Caduci 1/3, ubicato in uno spazio limitrofo alla proprietà comunale denominata "ex mulino", oggi sede del Museo Civico Comunale, interessato da "lavori di manutenzione straordinaria ed ampliamento degli spazi" con progetto dell'Ufficio Tecnico del Comune.

Secondo l'avvocato Re,  che rivendica di aver mantenuto il possesso in maniera continua ed interrotta per numerosi decenni, il Comune si sarebbe appropriato indebitamente dell'immobile.

Sulla vicenda è stata presentata interrogazione scritta da parte dei consiglieri comunali Marcello Contissa, Aniello Paturzo e Francesco Martorana.

Sul problema posto dagli interroganti e dall'avocato Re il Sindaco Salvatore Sanzeri, che attiene alla sfera degli atti comunali di gestione, ha dichiarao di attendere l'esito degli accertamenti che sono stati avviati in sede amministrativa e tecnica dai funzionari che seguono la pratica.

Giornale di Sicilia del 23/08/2010.