UN ACCORATO S.O.S. LANCIATO AGLI ORGANI REGIONALI.

La crisi dello zolfo sta "uccidendo" Cianciana.

Solo sfruttando il sottosuolo della zona che dovrebbe essere ricco di sali potassici, petrolio e metano si potrà evitare alla cittadina di diventare un povero borgo spopolato.

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Cianciana grosso comune della provincia di Agrigento per l'assenteismo completo delle autorita amministrative locali e regionali, è condannata a divenire, fra non molto, un semplice borgo collinare con poche centinaia di abitanti. Questo grosso comune che oggi conta oltre 8,000 anime lancia disperato il suo S.O.S. agli organi di governo della Regione Siciliana per un pronto e sollecito intervento acchè la sua corsa verso il baratro venga arginata, con l'immediata soluzione dei suoi problemi che, se realizzerà, risolverebbe non soltanto la crisi dell' economia locale ma anche quella dell' intera provincia e di quelle viciniorie.

L'economia di Cianciana gravitava tutto intorno alle miniere di zolfo, tanto è vero che Cianciana era, ed è ancora, indicata come grosso centro minerario (zolfo e salgemma).

L'estrazione dello zolfo che avveniva in pieno secolo ventesimo, con metodi antiquati e antieconomici (non esistevano martelli pneumatici, lo zolfo veniva attacato con il piccone a forza di braccia e portato poi in superficie fino ai forni di cottura - a spalla dai "carusi" - ragazzi spesso al di sotto dei 14 anni - con notevole perdita di tempo e con notevole incidenza nel prezzo - ha finito col mettere in crisi tutta l'industria zolfiera, dato il maggior costo del prodotto, che benche di qualità pregevole non potè battere la concorrenza sui mercati internazionali. I bilanci della società concessionarie, da fortemente attivi passarono a fortemente passivi.

La regione Siciliana è più tardi intervenuta per l' ammodernamento degli impianti con notevoli stanziamenti ma i sistemi di coltivazione, benche milloni fossero elargiti, rimanevano sempre gli stessi. Questo stato di cose non poteva durare. Le miniere di zolfo erano diventate solo delle sanguesughe del pubblico denaro, senza alcun miglioramento nella coltivazione nè degli impianti.

Si e corso quinti ai ripari ma prendendo la via piu' corta, senza miminamente pensare alle conseguenze, le miniere sono state dichiarate improduttive, i concessionari decaduti, e le miniere sono chiuse. Ai minatori che da un giorno all' altro si trovarono sul lastrico, fu tappata la bocca con belle promesse, finora mai realizzate, e con i premid i smobilitazione. L'economia locale subiva un durissimo colpo e iniziava la sua corsa verso la catastrofe. L'amministrazione Comunale di allora tace, tacciono i gruppi politici. Il tempo inesorabile continua il suo cammino. La speranza di un avvenire migliore comincia a tramontare. Nessuno pensa a Cianciana. I gruppi politici locali e i sindacati pensano ad altre cose come le elezioni e trascurano il loro compito piu' importante: la rinascita di Cianciana, tema d'obblico di ogni competizione elettorale. Disinteresse generale, squallide ambizioni conducono Cianciana sempre piu' verso il baratro.

Una societa straniera conduce delle ricerche geologiche nel terittorio, trova qualche cosa, forse sali potassici, ma non è dato sapere, sigilla tutto e se ne va perchè nel frattempo e stato creato dall'Ente Regione un altro organismo: l'Ente Chimico Minerario. La disoccupazione aumenta. I giovani partono diretti verso altre terre, altre nazioni che danno la certezza di un lavoro e con esso quel benessere invano sperato in Patria. Li seguono i meno giovani e i giovanissimi e nessuno pensa ad arginare questo esodo, che ancora continua perchè Cianciana non ha piu' avvenire.

Che il sottosuolo di Cianciana nasconda gelosamente dei grandi tesori che aspettano solo di essere portati alla luce è scientificamente avvalorato dalla presenza del più semplice degli idrocarburi, il metano. Esso come la scienza ha dimostrato, si forma nelle paludi nelle miniere di carbone e nelle zone petrolifere. Escludendo le paludi, anche sotterranee, e i giacimenti di carbone, per l'origine vulcanica della Sicilia resta la tesi che Cianciana è zona petrolifera o, come tutto fa presagire, di sali potassici. Occorre quindi che la Regione Siciliana intervenga efficacemente acchè in questo territorio sia condotta una sistematica ed organica campagna di ricerche geologiche che al novanta per cento dovranno essere coronate da successo, con il ritrovamento non soltanto di altri bacini zolfiferi, ma anche di petrolio e sali potassici. E nel frattempo si potrebbe iniziare lo sfruttamento del metano che trovasi nella zona. Solo cosi facendo vedremo ritornare tutti i figli di questa terra, oggi all'estero per lavoro, e si contribuirà validamente all' industrializzazione della Provincia di Agrigento e della Sicilia aumentando nel contempo notevolmente il livello di vita della classe operaia. Per questi motivi Cianciana lancia il suo accorato appello, il suo grido angosciato, agli organi regionali responsabili, nella certezza di non essere condannata ad una morte civile lenta ma inesorabile.

Quotidiano "La Sicilia" del mercoledì 02/06/1965.

Antonino Chiappisi