Anteprima LA BALLATA DELLA BARONESA DI CARINI A CIANCIANA.

ARTEFICI DELL’OPERA CORSENTINO, PIPARO E CASTELLI

“L’amaru casu di la barunissa di Carini, ballata, opera di anonimo, sarà rappresentata anche in lingua inglese a Cianciana per la comunità di stranieri che sono ospiti in quella cittadina. Protagonisti da narratori e cantastorie tre riberesi, Michele Corsentino, Roberto Piparo e Totò Castelli, che hanno già rappresentato con successo l’opera a Ribera all’interno della villa comunale, nel settembre scorso. Un gruppo di turisti, tra cui una studiosa e una giornalista irlandese Bernardette Landy Lovat, hanno visto all’opera i tre “artisti” riberesi, si sono innamorati della trama e della ballata e hanno chiesto se era possibile portare la recita in quel di Cianciana, a beneficio delle tante famiglie straniere che vi risiedono per lunghi periodi dell’anno.

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LA BALLATA DELLA BARONESA DI CARINI A CIANCIANA

ARTEFICI DELL’OPERA CORSENTINO, PIPARO E CASTELLI

di Enzo Minio


“L’amaru casu di la barunissa di Carini, ballata, opera di anonimo, sarà rappresentata anche in lingua inglese a Cianciana per la comunità di stranieri che sono ospiti in quella cittadina. Protagonisti da narratori e cantastorie tre riberesi, Michele Corsentino, Roberto Piparo e Totò Castelli, che hanno già rappresentato con successo l’opera a Ribera all’interno della villa comunale, nel settembre scorso. Un gruppo di turisti, tra cui una studiosa e una giornalista irlandese Bernardette Landy Lovat, hanno visto all’opera i tre “artisti” riberesi, si sono innamorati della trama e della ballata e hanno chiesto se era possibile portare la recita in quel di Cianciana, a beneficio delle tante famiglie straniere che vi risiedono per lunghi periodi dell’anno.

A recitare e a narrare la storia sono Michele Corsentino e Riberto Piparo, mentre Totò Castelli si occupa dei brani musicali. Una storia di cantastorie degli anni ’60. Sul palcoscenico campeggiano infatti un grande cartellone con 7 immagini e le sponde di un carretto siciliano dove sono raffigurate dei quadretti che raccontano la storia tragica della baronessa di Carini. L’opera e la ballata in dialetto siciliano (a Cianciana ci sarà la traduzione simultanea in lingua inglese, redatta dalla riberese Clelia Amato) saranno portate in scena in questo mese di novembre e avranno la durata recitativa di una quarantina di minuti. L’opera ha avuto nel corso degli anni l’adattamento di Gigi Proietti, di Otello Profazio e ultimamente di Michele Corsentino. L’amministrazione comunale di Cianciana, con il sindaco Santo Alfano, ha dato la sua disponibilità e collaborazione, con la possibile rappresentazione presso il centro sociale.

Ecco in poche righe la trama della ballata siciliana sulla baronessa di Carini.La leggenda narra la morte di Donna Laura Lanza che a soli 14 anni andò sposa, per volere del padre, al barone di Carini Vincenzo La Grua; delusa dalla vita matrimoniale e dai continui abbandoni del marito impegnato nella cura della sua proprietà, la baronessa si innamora di Ludovico Vernagallo, e ne diventa l'amante. Scoperta dal marito e dal padre, Laura viene uccisa insieme a Ludovico. La stanza dell'assassinio, situata nell'ala ovest del castello, è crollata completamente e si narra che su una parete vi fosse l'impronta insanguinata della mano baronessa.

Ecco come è nata l’idea a Michele Corsentino che ha sempre nutrito un grande amore per le tradizioni popolari siciliane. “La mia è stata una scommessa, ho voluto costruire e decorare le sponde con la storia-legenda "dell'amaru casu di la barunissa di carini" - afferma Corsentino -  in quanto mi definisco un "curioso" dell'arte pittorica e artigianale delle tradizioni popolari siciliane. Mi trovavo una sera a parlare con un noto cantastorie a Sutera e spinto dallo stesso decisi di avviare delle ricerche. Mi sono recato all'Archivio di Stato di Palermo e all'archivio della chiesa madre  di Carini, ho raccolto circa 150 cartelle dattiloscritte sul Caso della Baronessa. Mi incuriosiva saperne di più sui cantastorie. Parlando con Roberto Piparo attore, scrittore e regista abbiamo deciso di portarla in scena, abbiamo coinvolto Totò Castalli con la sua chitarra. Dapprima mi sembrò che i due mi facevano quasi un piacere nell'accompagnarmi ma poi mi sono accorto che erano più entusiasti di me... e così è nata la rappresentazione di divulgazione di tradizioni popolari. Visto il successo ottenuto, vogliamo continuare su questa strada e abbiamo programmato di lavorare per il 2015 alla ballata di Cola Pesce”.

Toto Castelli, giornalista, cura l’aspetto musicale della ballata.“Chiangi Palermu, chiangi Siragusa”: è il refrain della famosa ballata portata al grande pubblico da Gigi Proietti e che in stretto dialetto siciliano – precisa Castelli - propongo nel corso della drammatizzazione e che vuole sintetizzare il dolore collettivo che ha preso i siciliani alla notizia dell'assassinio della baronessa di Carini. E' un canto alquanto triste, musicalmente molto orecchiabile, che dà immediatamente il senso e il messaggio che si vogliono trasmettere a chi ascolta”.